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Addio a Dora Lardelli

Stampa, 1.2.23 / È stata sconfitta da grave malattia la storica dell'arte Dora Lardelli, scomparsa all’età di 69 anni domenica 29 gennaio. Lo ha comunicato RTR. L’autrice, archivista e mediatrice culturale bregagliotta era nata nel 1953 a Soglio. Era di casa a Roticcio. A inizio carriera e per 20 anni ha diretto il Museo Segantini a St. Moritz. Nel 1988, assieme a Giuliano Pedretti, ha fondato e costruito nella Chesa Planta a Samedan l’Archiv cultural d’Engiadin’Ota.

Dora Lardelli ha raccolto e salvato documenti, fotografie, opere d’arte ed altri oggetti da molte case engadinesi e bregagliotte. Ha scoperto e pubblicato storie dimenticate, come quella dell’artista Elvezia Michel di Borgonovo. Lo spazio di Samedan si è però nel frattempo rilevato insufficiente da un punto di vista qualitativo. Così il nuovo, moderno archivio dell’Engadina aprirà i battenti l’anno prossimo a Zuoz. Sarà la sua eredità culturale più tangibile.

Lardelli si è occupata anche della Bregaglia, in un contesto difficile già in quegli anni. È forse stata la prima a parlare degli artisti di Stampa in un ambito di famiglia, filone ripreso poi da Ernst Scheidegger, da Chasper Pult e dal Centro Giacometti. Con Remo Maurizio aveva collaborato nella pianificazione della sala d’artisti del Museo Ciäsa Granda a Stampa e il giorno d’apertura, il 3 giugno 1989, haparlato degli artisti bregagliotti in presenza di Bruno Giacometti.

Il Centro Giacometti nel 2013 aveva avuto l’opportunità di coinvolgerla nell’ambito di una visita guidata assieme anche al geologo Guido Mazzoleni sul tema “Montagne vere, montagne dipinte”. Fino all’ultimo Dora Lardelli ha arricchito il panorama culturale bregagliotto con le mostre da lei organizzate nella rimessa Castelmur di Coltura, coinvolgendo diverse cerchie sociali e artisti di varia nazionalità.

Alla famiglia e ai suoi amici vadano le nostre più sentite condoglianze.

Marco Giacometti, presidente del Centro Giacometti

 

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Roger Fayet

Stampa e la Bregaglia hanno rappresentato il punto di riferimento e di collegamento continuo fra quattro tra i più importanti artisti svizzeri: Giovanni, Augusto, Alberto e Diego Giacometti. Questa costellazione storica, con l’atelier ad oggi conservato e la collezione di tele nella Ciäsa Granda, offrono l’opportunità unica di presentare ad un largo pubblico l’opera bregagliotta di tutti e quattro questi artisti. L’Istituto svizzero di studi d’arte (SIK-ISEA) vede questa iniziativa con grande simpatia e si rallegra di sostenere dal punto di vista scientifico le attività per la realizzazione del Centro Giacometti.

Dr. Roger Fayet, direttore dell’Istituto svizzero di studi d’arte, Zurigo, 25.5.12