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Augusto Giacometti, a 75 anni dalla morte

Stampa, 12 giugno 2022 / Si è recentemente ricordato, con tre eventi, il 75.esimo dalla scomparsa di Augusto Giacometti, famoso artista della dinastia di Stampa. Deceduto il 9 giugno 1947 presso la clinica Hirslanden a Zurigo, il Centro Giacometti e l’Istituto svizzero di studi d’arte SIK-ISEA hanno congiuntamente organizzato una manifestazione a Zurigo, alla quale era presente in corpore anche la Scuola secondaria / SAP di Stampa. I funerali, tenutisi due giorni dopo, sono stati ricordati a Stampa con la vernice di una mostra con Katharina Lichtner e nella chiesa di San Giorgio presso Borgonovo con una manifestazione commemorativa in presenza del Consigliere di Stato Jon Domenic Parolini, del sindaco Fernando Giovanoli e del presidente Pgi Franco Milani. Leggi il comunicato della Pgi

Nella villa Bleuler alla Zollikerstrasse tre storici dell’arte e un professore di diritto pubblico hanno ricordato il 9 giugno alle ore 17.30 alcuni punti salienti della vita e dell’opera di Augusto. Dopo il saluto di Marco Giacometti, Andreas Kley ha ripercorso le relazioni di Augusto con il cugino Zaccaria Giacometti e le sue interzioni in seno alle università zurighesi, quella cantonale e quella federale. Beat Stutzer ha inquadrato Augusto nel panorama dei grandi artisti grigionesi, mettendo in evidenza il ruolo predominante di Angelica Kaufmann e di Alberto Giacometti, ricordando il ruolo di Augusto quale primo inventore dell’arte astratta. Denise Frey e Michael Egli invece, che assieme allo Stutzer sono gli autori del catalogue raisonné di Giacometti in fase di elaborazione, si sono soffermati su alcuni dei temi legati all’opera stessa di Augusto.

Molto apprezzata è stata la musica al piano della studentessa Carlotta Prevosti di Vicosoprano che con due pezzi ha allietato la manifestazione zurighese. In quel preciso giorno erano disponibili le primissime copie della nuova biografia di Augusto Giacometti, ricercata e scritta da Marco Gicometti con la preziosa collaborazione di Claudia Demel, Liza Hren e Miriam Seifert-Waibel presso la casa editrice Scheidegger & Spiess. La vernice del libro si terrà a Stampa il prossimo 25 giugno.

L’11 giugno a Stampa si è invece inaugurata, con un tempo splendido, la mostra di opere di Katharina Lichtner e la presentazione tematica che presenta il pensiero nell’arte di Augusto Giacometti. Marco Giacometti ha salutato parecchie persone legate in qualche modo a contemporanei dell’artista di Stampa, mentre la curatrice Virginia Marano ha analizzato il processo artistico della Lichtner.

L’esposizione Io e il colore / Augusto Giacometti e Katharina Lichtner - Un incontro celebra due artisti che mettono il colore al centro della loro pittura. Indipendentemente l’uno dall’altro, giungono nelle loro astrazioni a degli esiti sorprendentemente simili: lui, per il quale la pittura è un organismo colorato e lei, che estingue le forme e fa parlare i colori in modo coraggioso. La mostra rimarrà aperta fino al 28 agosto.

Lo stesso giorno, alle ore 17.30, si è svolta una manifestazione commemorativa nella chiesa di San Giorgio dove avevano avuto luogo i funerali di Augusto nel 1947 quando si era esibita il contralto Dora Wyss. Esattamente 75 anni dopo ha cantato il contralto Katharina Rikus, accompagnata dal violista Martin Lehmann, cornice musicale molto apprezzata dal pubblico. Già prima, presso il Centro Giacometti, avevano cantato e suonato un pezzo di Hans Jelmoli, amico di Augusto.

Nella chiesa di Borgonovo, il Consigliere di Stato Jon Domenic Parolini ha ricordato il ruolo di Augusto e degli altri artisti della famiglia Giacometti nel panorama grigionese, richiamando l’attenzione sulle case degli artisti quali preziosi tesori culturali di interesse pubblico. Il sindaco Fernando Giovanoli ha ricordato l’importanza degli attori che sul territorio lavorano per documentare e trasmettere saperi sulla personalità di spicco della valle, mentre Franco Milani ha sottolineato il ruolo dell’arte nell’ambito della promozione della lingua italiana nelle valli grigionitaliane. Alberto Maraffio, dal canto suo, ha ricordato i legami tra l’artista di Stampa e il sodalizio grigionitaliano fondato da Arnoldo M. Zendralli.

Marco Giacometti, infine, ha letto alcuni passaggi dei testi scritti da Augusto e dei suoi amici negli ultimi mesi della sua vita e poco dopo la sua scomparsa.

Il Centro Giacometti ringrazia tutti coloro che hanno contribuito ad omaggiare Augusto Giacometti, che talvolta, ingiustamente, viene visto come un concorrente dei più famosi membri della famiglia di Giovanni, Alberto compreso. Dovrebbe oggi essere oramai chiaro che nessuna discordia regnava tra i singoli membri della dinastia, semmai dei distacchi dovuti alle diverse visioni dell’arte che portavano avanti Giovanni, Augusto e Alberto. Dal primo all’ultimo hanno contribuito a dare una propria importante spinta nell’evoluzione dell’arte fino ad arrivare a dei risultati di primissimo piano con Augusto ed Alberto. Ciò che serve e che deve essere perseguito è un approccio comune per mettere in valore il villaggio di artisti che era Stampa, condizione unica nella storia dell’arte mondiale, come ha ricordato Beat Stutzer a Zurigo lo scorso 9 giugno.

Testo: Marco Giacometti, presidente del Centro Giacometti

Fotografie: Bruno Bricalli, Beatrice Pachmayr e Marco Giacometti

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Andreas Kley

 

Volevo informarvi del fatto che ben volentieri sosterrò il progetto del Centro Giacometti per quel che riguarda Zaccaria Giacometti.
Prof. Dr. Andreas Kley, ordinario, cattedra di diritto pubblico, storia costituzionale nonché filosofia di stato e giuridica all'istituto di scienze della giurisprudenza dell'Università di Zurigo, 20 agosto 2010