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Kunsthaus di Zurigo: Una mostra fonte di gioia

Zurigo, 12 novembre 2016 / 53 amici del Centro Giacometti, quattro dei quali conoscenti personali di Alberto e Diego Giacometti originari della Val Bregaglia, hanno visitato la ricca e straordinaria esposizione su Alberto Giacometti in mostra attualmente al Kunsthaus di Zurigo. Nel suo discorso di saluto, il curatore della mostra Philippe Büttner ha affermato che questa mostra è fonte di grande gioia, opinione che sarebbe stata confermata dagli amici presenti. Maria Rigadis-Preiss di Düsseldorf ha infatti così commentato: „La nostra guida è stata incredibilmente meravigliosa! Ha condotto la visita con così grande amore, entusiasmo e competenza, che è stata una gioia essere lì presenti“.


Nel suo discorso iniziale Philippe Büttner ha introdotto la mostra al pubblico presente ponendo particolare accento sull’aspetto manuale della creazione dell’opera di Giacometti e sulla sua materialità. Alberto cominciava il lavoro modellando del materiale molle, come la plastilina e l’argilla. Diego poi usava questa opera originale per crearne una copia in gesso. A questo punto iniziava la seconda fase del lavoro di Alberto, quello di eliminare parzialmente del gesso, di raschiare della massa dura fino ad ottenere la figura da fondere in bronzo. Alla mostra zurighese non ci sono dunque soltanto le famose sculture bronzee, ma anche quelle figure che Alberto aveva toccato con mano e tenuto con sé nei suoi studi, le opere in materiale originario, sporco, terroso.

In realtà, Alberto cominciò a produrre regolarmente sculture in bronzo soltanto dopo il 1940, con l’unica eccezione di una piccola serie di opere risalente al 1928. Gli anni quaranta segnarono infatti una svolta per l’artista perché il suo commerciante d’arte americano, Pierre Matisse, in quel periodo a New York, era riuscito a procurasi dai suoi clienti il denaro sufficiente per procedere alla fusione delle opere di Alberto. Prima di allora le sue sculture erano realizzate perlopiù in plastilina o argilla, pietra, legno o gesso, parecchie delle quali create in Bregaglia, a Stampa o a Capolago; numerosi infatti i busti e le teste dei suoi familiari risalenti ai primi anni della sua produzione artistica che si possono ammirare nella mostra di Zurigo! „Le sculture in pietra le ha lavorate soprattutto Diego secondo le direttive di Alberto", ha spiegato Büttner. Jolanda Giovanoli e Rodolfo Crüzer, che a quel tempo erano giovanissimi e vivevano a Capolago, hanno visto tutto con i propri occhi e si ricordano ancora dello scalpellare su pietra da parte di Diego.

Visita alla mostra di Zurigo: alcuni dei presenti hanno affermato che devono tornarci perché le opere esposte sono davvero tante e troppo splendide per ammirarle in un’unica volta. La mostra durerà fino al 15 di gennaio: si raccomanda a tutti gli appassionati dell’arte di Giacometti di non farsi sfuggire quest’occasione. Vai sl sito internet della mostra Alle foto di Virginia Marano
Leggi l'articolo di Marie-Claire Uberquoi (in spagnolo), giornalista che ha visitato la Bregaglia

Guarda le foto di Ivana Cerfoglia

Marco Giacometti, Presidente della Fondazione Centro Giacometti

 

Foto: Maria Rigadis-Preiss

Da ün Giacometti e l'altar

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Statements

Marco Giacometti

Wir wollen versuchen, die Kumulation von Ereignissen in jenem kurzen historischen Moment zum Ausdruck zu bringen, in dem der radikalste Bruch in der Geschichte der modernen Bildhauerei durch Alberto Giacometti entstehen konnte. Die Bergeller Begebenheiten sind dafür von zentraler Bedeutung. Als Leitidee kann die Bedeutung der Frühförderung von Talenten gelten, die nicht nur im Sport oder in MINT-Fächern für die Laufbahn von Individuen ausserordentlich wichtig ist, sondern auch bei Disziplinen mit kreativem Hintergrund. Bei der Analyse der Laufbahnen aller Giacometti-Künstler wird dies sehr deutlich.

Marco Giacometti, Präsident der Fondazione Centro Giacometti, 12.11.2017