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50 anni fa scomparve il più integro dei Bregagliotti

Evento commemorativo a 50 anni dalla scomparsa di Alberto Giacometti
Stampa, scuola Samarovan, 11 gennaio 2016
Ascolta Le Voci delle Valli del 15.1.16
Guarda il servizio alla Televisione della Svizzera italiana del 4.1.16
Servizio al Quotidiano, Televisione della Svizzera Italiana
Diretta radiofonica da Stampa con Rolf Schürch   

Leggi il discorso di Marco Giacometti, presidente della Fondazione Centro Giacometti



Egregi Signore e Signori

Appartengo a quella generazione che non ha conosciuto personalmente Alberto Giacometti.
A volte, però, mi sembra di averlo incontrato, grazie ai racconti durante la mia infanzia, qui a Stampa, di mia nonna Sina e dei suoi fratelli Bettina e Renzo, soprattutto di Renzo. Queste storie sono ancora ben impresse nella mia mente.
Tuttavia, anche le testimonianze di altre persone, in Bregaglia, a Coira, a Milano o a Berna, mi permettono oggi di essere vicino all’uomo e all’artista.

A nome della “nuova generazione” vorrei quindi ringraziare sinceramente tutti quelli che hanno parlato e scritto su di lui, che lo hanno intervistato e fotografato, che hanno raccolto, documentato e commentato la sua opera.
Ringrazio tutti coloro che lo hanno conosciuto e che sono oggi presenti a questa commemorazione.

La qualità del lavoro di Alberto è eccezionale. L’eruzione di quel vulcano creativo è divampata a Parigi e nel mondo. Tuttavia il magma era stato raccolto e accumulato in Bregaglia, nel corso di molte generazioni qui residenti, nella zona di contatto tra due grandi spazi culturali.
La Bregaglia è per l’arte quello che le Galapagos sono per la biologia: un luogo dove l’evoluzione avvenne ed è percepibile oggi. Dobbiamo imparare a riconoscere questa cultura e identità che con Alberto ha raggiunto cime vertiginose. Il suo patrimonio culturale ci aiuterà a farlo.

Il lavoro di Alberto: al suo tempo qui, nella sua patria, andava oltre il comprensibile. Tuttavia, come oggi sappiamo, non eravamo i soli a non capire.
Cinquant’anni dopo la sua scomparsa dobbiamo riuscire a liberarci della vergogna di non avere riconosciuto la grandezza artistica di Alberto quando era ancora in vita.

Fino ad oggi, a Stampa e in Bregaglia è rimasto impresso il ricordo di un uomo pronto ad aiutare, modesto e infinitamente onesto. Un filantropo, che non sapeva discriminare, se non per azioni infami. La sua potenza creativa gli permise di penetrare l’essenza dell’umanità.

Cinquant’anni fa morì il più accurato e il più integro dei Bregagliotti, forse il più integro di tutti gli artisti. Oggi, qui in valle, cominciamo ad esserne consapevoli.


Marco Giacometti, presidente della Fondazione Centro Giacometti

 

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Andreas Kley

 

Volevo informarvi del fatto che ben volentieri sosterrò il progetto del Centro Giacometti per quel che riguarda Zaccaria Giacometti.
Prof. Dr. Andreas Kley, ordinario, cattedra di diritto pubblico, storia costituzionale nonché filosofia di stato e giuridica all'istituto di scienze della giurisprudenza dell'Università di Zurigo, 20 agosto 2010