Intervista sul progetto Centro Giacometti
Stampa, 7 gennaio 2012 / Una studentessa ha formulato quattro domande assolutamente attuali a Marco Giacometti, presidente degli Amici del Centro Giacometti e coordinatore del progetto. Ecco l'intervista realizzata nell'ambito di un lavoro tematico al ginnasio di Küsnacht (ZH) sulla famiglia degli artisti Giacometti di Stampa.
Studentessa: Cosa l’ha spinta a impegnarsi in questo progetto e ad assumerne addirittura la direzione?
MG: Nel periodo relativamente lungo che ho trascorso lontano da casa, in Svizzera e all’estero, ho avuto modo di capire la stima di cui godono le famose personalità della famiglia Giacometti al giorno d’oggi. Dopo il mio ritorno in Bregaglia, dieci anni fa, mi sono reso conto del bisogno di incoraggiare l’orgoglio che nutriamo nei confronti di questi artisti e l’apprezzamento della loro opera. Siamo inoltre dell’avviso che Stampa racchiudesse un importante potenziale per un approccio approfondito e completo con la vita e l’attività artistica di queste personalità.
Dello stesso parere sono i membri dell’associazione “Amici del Centro Giacometti”, fondata alla fine del 2009 con l’obiettivo di progettare e realizzare il Centro stesso. L’attività degli Amici si fonda su quattro direttrici principali: onorare le personalità della famiglia Giacometti, garantire il ricordo e un approccio approfondito, unire in modo unico arte e cultura con natura e paesaggio e infine permettere uno sviluppo sostenibile della terra natale dei Giacometti, la Bregaglia.
Attualmente il compito dell’organo direzionale consiste nel creare le condizioni adatte in loco per la realizzazione del Centro. Inoltre dovrà essere istituita e implementata un’équipe di esperti, rappresentanti delle istituzioni e finanziatori. Lo scopo è quello di coinvolgere gli abitanti del Bregaglia, ma anche dal resto della Svizzera e dall’estero, affinché collaborino e sostengano il progetto. Grazie alle mie origini e alla mia formazione, alla mia esperienza professionale e alla mia rete di contatti sono attualmente in grado di apportare un contributo significativo al buon sviluppo del progetto e alla creazione e alle attività dell’équipe di lavoro. Oggi abbiamo una costellazione unica di persone realmente in grado di implementare un progetto così ambizioso. Dobbiamo sfruttare questa opportunità. Sono lieto di poter dare il mio contributo personale a questa iniziativa.
Studentessa: Qual è la reazione della popolazione della valle? Ci sono anche critiche o timori?
MG: Questa domanda dovrebbe essere posta a coloro che rappresentano la popolazione della Bregaglia. Nell’ambito di questo progetto si sta cercando di avere un approccio rispettoso sia con le personalità della famiglia Giacometti, sia con la popolazione locale, con il paesaggio e con le risorse finanziarie. Immagino che coloro che non conosco a sufficienza questo nostro approccio possano nutrire dei timori in merito alle conseguenze che potrebbe comportare il Centro Giacometti. Ci si può anche chiedere se sia veramente necessario ricordare adeguatamente personalità di fama mondiale in un luogo così piccolo e appartato come la Bregaglia. A questa domanda risponderei senza dubbio in modo affermativo. Ma posso capire che alcuni non condividano la mia opinione in merito. Il Centro Giacometti può giocare un ruolo significativo per tutti gli interessati in un modo positivo e adeguato. Ne sono pienamente convinto.
Studentessa: Quanti visitatori si aspetta all’anno?
MG: Riteniamo che l’offerta a cui stiamo lavorando sarà in grado di attrarre, dal 2016, almeno 25‘000 visitatori all’anno. La nostra offerta si rivolge a svariati target, tra cui escursionisti interessati alla cultura e amanti dell’arte delle più varie estrazioni. Il Centro Giacometti non sarà un classico museo d’arte, né un classico museo etnografico. Sarà piuttosto un luogo dove vivere la cultura, dove poter conoscere più da vicino e in un ambiente autentico la personalità e le opere dei rappresentanti di una famiglia di artisti che ha segnato come nessun’altra tutta la storia dell’arte internazionale.
Studentessa: Come pensa avrebbe reagito Alberto al progetto di realizzare un Centro Giacometti?
MG: Non ho conosciuto personalmente Alberto Giacometti, poiché sono nato solo nel 1960. Ma gli avrei posto volentieri la stessa domanda.
Alberto era una persona creativa che ha vissuto al centro dell’interesse pubblico. Con le proprie opere ha partecipato a esposizioni di respiro internazionale. Ha accettato riconoscimenti pubblici che considerava importanti, ad esempio la laura ad honorem da parte dell’Università di Berna. E’ sempre stato disponibile con i visitatori che si dimostravano sinceramente interessati alle sue opere o alla sua persona. Evidentemente, per lui era prioritario spiegare la sua motivazione e i suoi obiettivi, permettere agli altri di comprendere l’ispirazione per la sua attività. Ne sono un segno tangibile, non per ultimi, i suoi scritti, che rappresentano la base essenziale per il nostro lavoro di progettazione.
Sullo sfondo di quanto detto ritengo che Alberto Giacometti avrebbe verificato quali siano le motivazioni che ci stanno spingendo e le modalità con cui stiamo procedendo. Credo che sarebbe contento se sapesse che vogliamo documentare il suo ricordo (e quello di altre personalità della famiglia Giacometti) nella sua terra natale, che oggi riflettiamo a Stampa sull’importanza delle sue opere e che vogliamo offrire ai visitatori interessati, che si recano in Bregaglia sulle sue tracce, la possibilità di fare delle esperienze autentiche e di alto livello. A mio parere anche il fatto che lo sviluppo economico della valle sia integrato appieno nel progetto rappresenta un punto di forza del Centro Giacometti. Visitando la valle, Alberto sosteneva con entusiasmo i suoi abitanti, anche dal punto di vista economico.
Statements
Armando Ruinelli

Which role do you think could play a Giacometti museum in the Bregaglia valley?
I think it's evident that a museum would be an amazing opportunity for a valley like ours. Of course, having here a Giacometti museum would have a very powerful impact in the valley and out of the valley, perhaps too strong. It would be necessary to foresee a range of interventions like the possibility of overnight stay, eating, the organisation of traffic and all these things.
Unlike other museums and cultural centers raised in the last years, in this case the potential would be enormous, because Giacometti is a global value.
We know that there are very interesting museums that have been used only for a few years and later they have closed because there was not a strong content behind; even if the museum was made by a well-known international architect was not enough. We are architects and of course we are also interested in the envelop of the works, but the most important thing for a museum is the content.
Regardless of the fact that probably is not possible to fund it, not the building itself but the works, apart from that, it would be a wonderful thing, a Giacometti museum in Bregaglia.
Armando Ruinelli, architect, Soglio, September 2011, interviewed by Isabel Concheiro


