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Il bosco bregagliotto cresce – problema o opportunità?

Samedan, 15 ottobre 2011/ Sabato scorso si è svolta in Bregaglia l'ultima delle tre escursioni sul bosco di quest'anno della Società engadinese di scienze naturali (SESN). Con un tempo autunnale magnifico, gli ospiti sono stati accolti a Vicosoprano da ben tre forestali, che li hannno portati in taxi fino al maggese denominato Durbegia. Li iniziò l'escursione lungo la via panoramica fino a Soglio e nella selva castanile presso Castasegna. L'escursione è stata organizzata dall'Ufficio forestale di Bregaglia in collaborazione con gli Amici del Centro Giacometti. Un resoconto di David Jenny, presidente della SESN.


Il bosco avanza inesorabilmente
Già il primo sguardo ai boschi in pendio è bastato per rendersi conto che la foresta della Bregaglia è profondamente diversa dalle zone boschive nell’Alta Engadina. Oltre al predominante abete rosso, le basse quote permettono anche la diffusione di molte latifoglie e, in particolare, di specie pioniere come ontani, betulle, aceri, frassini e di arbusti come noccioli e farinacci. Andrea Giovanoli ha spiegato con grande competenza la composizione boschiva e ha ben presto iniziato a parlare del particolare sviluppo della foresta in Bregaglia. Infatti, la sua superficie boschiva continua ad aumentare, conglobando prati e pascoli prima liberi nell’area delle tipiche alpi montane. Negli ultimi 50 anni, il bosco si è ampliato di oltre un terzo. Tuttavia, la tendenza è in diminuzione, molto semplicemente perché oramai non esistono più molte aree libere. E’ indubbio che tale crescita comporta la scomparsa di biotopi preziosi, come i prati secchi, e la perdita di valori culturali e paesaggistici. Tuttavia, Giovanoli ha sottolineato anche alcuni aspetti positivi di questo sviluppo, come l’aumento della superficie boscosa estremamente utile ai fini dello sfruttamento forestale. Questa particolare tendenza è stata resa possibile da leggi forestali del XIX secolo che posero fine allo sfruttamento smodato e incontrollato delle risorse boschive. Gli ospiti hanno poi discusso animatamente su come possa essere valutata questa espansione del bosco per la biodiversità.

Difficile conservazione dei maggesi
Strettamente correlate a questa problematica sono le questioni inerenti alla conservazione degli antichi maggesi, oggigiorno sempre più abbandonati. In effetti, anche la via panoramica era fiancheggiata da rovine e stalle in disuso, testimonianze di passate attività pastorizie e di uno sfruttamento tradizionale dei pascoli. Marco Giacometti, presidente degli Amici del Centro Giacometti, ha presentato i progetti per la conservazione degli antichi edifici del comune di Bregaglia, evidenziando tuttavia come le proposte di intervento minuziosamente pianificate a tutti i livelli siano complesse e di difficile attuazione. Un cambio di destinazione d’uso di stalle in case per le vacanze potrebbe essere attuabile solo qualora il proprietario garantisca anche una gestione tradizionale delle aree circostanti. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, questo è reso ancor più difficoltoso dal fatto che tali aree sono accessibili solo a piedi e che, per motivi legati al benessere animale, è fatto divieto di allevare bovini nelle piccole stalle.

L'alpinismo in Bregaglia
Dal miglior punto panoramico, attraverso le radure create dall’azienda forestale comunale, lo sguardo si è aperto a monte sulla Bregaglia e sulle imponenti cime dei massivi dell’Albigna e dello Sciora. Oltre a lavorare presso l’Ufficio forestale, Marcello Negrini è anche capo della stazione di salvataggio alpina locale. Facendo continuo riferimento alle cime e alle pareti già citate, illuminate dal sole del tardo pomeriggio, il Negrini ha fornito un’avvincente panoramica sulla storia dell’alpinismo della Bregaglia. Indimenticabile è stato il suo racconto sull’invenzione delle celebri suole Vibram: l’alpinista Vitale Bramani sviluppò queste suole negli anni trenta, assieme al produttore di pneumatici Pirelli, a seguito di una tragedia sull’Albigna che aveva costato la vita a nove persone. Le vittime portavano scarponi con suole in canapa, allora usuali. Le suole in gomma di Bramani hanno dimostrato la loro sicurezza nel 1937, all’inaugurazione di una nuova via nella parete ovest del Piz Badile. Successivamente, brevettò la sua invenzione, senza la quale oggi non sarebbe possibile alcun tipo di alpinismo, con il nome Vibram (Vitale Bramani).

Il castagneto colpito da micosi
Sotto a Soglio, il forestale Mirko Beti ha permesso di dare un’occhiata ai castagneti da frutto risalenti all’epoca romana. Anche in questo caso si è reso evidente quanto venga investito al fine di mantenere l’utilizzo tradizionale dei castagni domestici. In quel periodo si stavano raccogliendo e essiccando le castagne, da cui il fumo che si innalzava dai tetti delle ‚cascine‘. Purtroppo, quest’anno il raccolto è stato fortemente limitato a causa di una micosi che ha colpito i castagni nell’umido mese di luglio.

Per concludere in bellezza, gli ospiti hanno potuto godere di un aperitivo offerto dall’azienda forestale di Bregaglia presso una cascina, accompagnato da un sacco di castagne appena raccolte della padrona di casa, Katharina von Salis. Una giornata avvincente e istruttiva, che ha fornito molti spunti di riflessione e reso soddisfatti e grati molti volti.

Testo David Jenny, Foto Marco Giacometti e David Jenny

 

Statements

Bruna Ruinelli

L’idea di realizzare qualcosa finalizzato sui Giacometti a Stampa è sempre stata salutata dalla Società culturale. Siamo aperti ad una collaborazione.
Bruna Ruinelli, Presidente della Società culturale di Bregaglia sez. PGI, Soglio, 2.3.10 
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