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Itinerari alle radici dell’arte ...

Coira, 12 settembre 2011 / La gente della Val Bregaglia sa di dovere molto agli artisti della famiglia Giacometti che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Senza dubbio alcuni edifici architettonici della Valle ricordano la loro presenza. Ma cos’altro resta se la maggior parte delle opere sono conservate in collezioni pubbliche e private al di fuori della Valle? Ruedi Zuber indaga su questa domanda per il Centro Giacometti.

L’identificazione con le magnifiche opere d’arte è tangibile quando si visita la Val Bregaglia. Qui si trovano le radici dei famosi Giacometti, che qui hanno trovato l’ispirazione per i loro lavori e le loro visioni.
Seguire le tracce di Giovanni, Alberto e Augusto Giacometti nella natura e nel paesaggio è uno dei compiti che mi sono stati affidati dal Centro Giacometti. Associo i documenti disponibili – foto, dipinti e testi – ai luoghi in cui sono nati. Gli itinerari escursionistici dovrebbero condurre attraverso questi luoghi. È un vero e proprio lavoro da detective considerando i pochi dati a disposizione, a volte anche in contraddizione tra loro. Sempre interessanti e ricche di spunti sono le conversazioni con gli anziani che ricordano con piacere i tempi della loro giovinezza nei "luoghi clou" per esperienza diretta o sentito dire. Tra gli esempi noti ci sono ad esempio la “muscna granda”, all’epoca campo giochi per bambini sopra il Samarovan o la grotta in cui Alberto si rifugiava spesso da ragazzo, ma anche i punti in cui Giovanni e Augusto installavano i loro cavalletti o dove sono nati i pensieri di Alberto sull’interiorizzazione delle sue sculture.

Come si arriva oggi a questi luoghi teatro dell’arte? Per lo più li si scopre camminando, indagando, spendendo il tempo che meritano, richiamando alla mente il paesaggio di allora e immergendosi nella natura e nel paesaggio. Le porte della fantastica Val Bregaglia sono sempre aperte a scoperte, nuove associazioni e interpretazioni.

Con diversi sopralluoghi, il ricorso alla letteratura e il supporto dei conoscitori del posto, sto riuscendo a mettere insieme i punti di interesse a livello di natura e cultura. L’idea è creare una rete di percorsi escursionistici per mostrare come si possono riconoscere le tracce fisiche e spirituali dei Giacometti nella natura e nel paesaggio.

Ho prestato un’attenzione particolare all’attuale estensione dei boschi, ai tipici maggesi e alle testimonianze dell’antico utilizzo del paesaggio culturale come le carbonaie, le fornaci di calce, le trappole per lupi, i canali di irrigazione e le prese d’acqua, i mulini per i cereali, i terrazzamenti, i muri a secco ecc. Il confronto con le vecchie fotografie rivela repentini mutamenti del paesaggio, ma consente anche di comprendere l’ambiente economico e sociale nel periodo in cui questa famiglia di artisti produsse le sue opere.

Obiettivi del progetto sono la descrizione di sentieri tematici, sentieri didattici e proposte di itinerari, la raccolta di dati sui punti di interesse e la preparazione delle informazioni di accompagnamento. Questi dati di base verranno poi messi a disposizione su Internet e per l’uso con il GPS o con i cellulari con GPS (iPhone, Android ecc.). Si valuteranno anche prodotti con supporto multimediale.

Le basi così elaborate potranno essere utilizzate per sviluppare offerte da organizzare su prenotazione, come gite, visite, escursioni, viaggi di gruppo, eventi, ecc.

Il Centro Giacometti si augura che i suoi ospiti combineranno la visita dell’atelier con un soggiorno di alcuni giorni nella Val Bregaglia. Forse qui potranno trovare ispirazione e nuovi stimoli e impulsi anche gli artisti del nostro tempo.

Nel mio lavoro posso contare sulle esperienze acquisite con la Guida naturalistica Surselva (www.natur-surselva.ch o www.surselva.ch). Inoltre la mia formazione di ingegnere forestale e le mie conoscenze approfondite di ecologia forestale mi tornano molto utili in ciò che attiene alle tematiche della natura.

Ruedi Zuber

Biografia Augusto

Storia del Muretto

Alberto, le fotografie

Leggere la Bregaglia

Zaccaria Giacometti

Storia antica Bregaglia

Dinastia d'artisti

 

Giacometti Art Walk

Linea Centro Giacometti

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Mario Negri

Qualcosa della sua valle, dei suoi monti, i dirupi del Piz Duan, le spaccature fendenti del Sciora, è rimasto come segno indelebile nelle sue sculture. Lo scabro, il roccioso, il ferrigno, l'impervio, il solenne, il disadorno, il solitario, il selvaggio sono rimasti in lui come radici che affondano nella sua terra.
Mario Negri, 1966