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"Schlaflose Augen" von Rui Chafes

Il Centro Giacometti di Stampa è il luogo dell’opera dei Giacometti che ispira nuovi segni e diverse forme interpretative della contemporaneità. Qui, nel giardino, l’artista portoghese Rui Chafes ha ideato e realizzato una scultura emblematica e penetrante nei ripidi pendii bregagliotti.

Foto: Bruno Bricalli

 

Dell’opera, la curatrice Virginia Marano scrive:
La scultura “Occhi che non dormono”, dell’artista portoghese Rui Chafes, trova il suo spazio ideale nel giardino dell’ex albergo Piz Duan. Lo sguardo aspira all’infinito oltre il fiume Maira e i pendii della montagna. Gli occhi percepiscono, vedono e ridisegnano i rapporti con il paesaggio e l’invisibile. Così, l’osservatore si trova immerso in un’esperienza estetica di arte contemporanea, e ne riconosce il profilo tagliente che si sprigiona dalla gabbia “Le Nez” di Giacometti per iniziare un viaggio esistenziale alla ricerca dell’Assoluto.

 

 

“Occhi che non dormono” nel giardino incantato di Stampa

Chafes visita Stampa in occasione di un viaggio alla scoperta delle radici storiche e culturali di Alberto Giacometti. Riflette, immagina e annota linee e profili fino a trasformarli, nel suo atelier di Lisbona rivolto verso l’oceano, in un disegno metallico, finissimo e nero. Poi, appesa ad un gancio, la scultura vola maestosa tra gli alberi del Piz Duan alla ricerca della sua dimora: il giardino incantato che guarda sul fiume Maira. Ora è un ambiente nuovo e da riscoprire in un’ottica d’arte contemporanea e di cultura internazionale.

Artipasto 2021

L'inaugurazione dell’opera è prevista per il secondo semestre 2021.

 

Ulteriori informazioni:

Sito dell'artista Rui Chafes
Primi raggi di sole su "Occhi che non dormono"
Mise en place della scultura
Scultura di Rui Chafes giunta a Stampa

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Statements

Roger Fayet

Stampa und das Bergell bildeten den fortwährenden und verbindenden Bezugspunkt für vier der bedeutendsten Schweizer Künstler: Giovanni, Augusto, Alberto und Diego Giacometti. Diese historische Konstellation und das heute noch erhaltene Atelier eröffnen zusammen mit dem Bestand der Werke in der Ciäsa Granda die einmalige Chance, das im Kontext des Bergells stehende Schaffen aller vier Künstler einer breiten Öffentlichkeit vorzustellen. Das Schweizerische Institut für Kunstwissenschaft (SIK-ISEA) begegnet der Initiative mit grosser Sympathie und freut sich darauf, die Aktivitäten zum Aufbau des Centro Giacometti wissenschaftlich zu unterstützen.

Dr. Roger Fayet, Direktor des Schweizer Institutes für Kunstwissenschaft, Zürich, 25.5.12